25° di Professione Religiosa di Fra Massimo Villa

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Omelia del Padre Generale durante la S. Messa

Cernusco, 18 maggio 2019

Cari fratelli e sorelle,

Stiamo celebrando il 25° anniversario di professione religiosa del nostro Confratello Massimo Villa, Superiore Provinciale, e in questa Santa Messa vogliamo unirci a lui nel ringraziare il Signore per questo evento veramente importante per la sua vita. Già di per sé l’Eucaristia è un rendimento di grazie, cui uniamo il nostro ringraziamento per la persona, la famiglia, la vocazione e la vita nell’ospitalità del nostro Confratello in questi 25 anni. Sin da ora gli facciamo i nostri auguri.

Voglio sottolineare che ci siamo riuniti per CELEBRARE il fatto che Fra Massimo ha vissuto nella fedeltà al Signore e alla sua consacrazione come Fatebenefratello per 25 anni, il che significa una parte importante della sua vita, quando nel momento storico in cui viviamo il valore della fedeltà ha perso forza nella società. Vogliamo celebrare con il salmista: “Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, la mia eredità è stupenda.[1]

Il Signore lo ha chiamato a seguirlo come Fratello di San Giovanni di Dio: gli è toccato un luogo delizioso, un’eredità stupenda, che ha accolto con gioia e per la quale ha impegnato la propria vita. Come dice San Giovanni nella seconda lettura di oggi “In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli (Gesù Cristo) ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli[2]. Il dono di conoscere l’amore di Dio è il fondamento della sua vita e della sua consacrazione ospedaliera come religioso e sacerdote a titolo di ospitalità, è il dono che fa innamorare e che ha portato Fra Massimo a cambiare la propria vita, che lo ha portato a donarsi al prossimo e a dare la vita per gli altri, la migliore espressione dell’amore per i fratelli. E’ l’esperienza che, in un modo o nell’altro, tutti noi battezzati siamo chiamati a vivere con la nostra vocazione: laicale, religiosa o sacerdotale.

  1. GRATO AL SIGNORE CHE LO HA CHIAMATO

Oltre ad elevare il nostro ringraziamento a Dio per la vita e la vocazione di Fra Massimo, vogliamo ringraziare il Signore perché lo ha accompagnato durante tutto questo tempo, aiutandolo a restare unito a Lui e con totale dedizione ai Confratelli, ai Collaboratori, alle persone malate e a quelle bisognose, ovunque abbia esercitato la propria missione, e in particolare negli ultimi anni di servizio alla Provincia Lombardo-Veneta come Superiore Provinciale.

E’ un momento opportuno per ringraziare anche per la sua famiglia, che lo ha visto nascere e poi andar via per rispondere alla vocazione, e che lo ha sempre aiutato e sostenuto. In particolare, grazie alla sua cara mamma che gli ha dato la vita, a sua sorella e agli altri familiari. Il nostro ricordo va oggi anche a suo padre, le persone a lui più vicine e i Confratelli che in tutto questo tempo hanno fatto ritorno alla casa del Padre. Sicuramente dal cielo staranno celebrando con noi, e ad essi chiediamo la loro intercessione per Fra Massimo.

Ringraziamo dunque il Signore per le persone che in questi anni hanno aiutato e accompagnato il nostro Confratello nella sua vocazione e nella sua vita. Grazie per tante altre cose e persone che sono state e sono importanti per la sua vita.

  1. GRAZIE SOPRATTUTTO PER LA TUA TESTIMONIANZA DI OSPITALITA’

Caro Fra Massimo, grazie soprattutto a te per la tua testimonianza di ospitalità e di servizio che ci hai dato in questi 25 anni, ovunque hai vissuto ed esercitato la missione. Grazie per la tua semplicità e per il tuo amore per l’Ordine, manifestato nella costruzione permanente della fraternità e della comunione tra i Confratelli e in generale tra quanti fanno parte della Famiglia Ospedaliera di San Giovanni di Dio della Provincia Lombardo-Veneta.

Abbiamo proclamato oggi le letture della solennità di San Giovanni di Dio, nostro Fondatore e nostro Ispiratore, la cui lettura evangelica è la parabola del Buon Samaritano, icona dell’ospitalità che costituisce il nucleo della nostra vocazione, del nostro carisma e della nostra missione. E’ una parabola veramente profonda e ricca di significato, con molti suggerimenti e aspetti da sottolineare. La potremmo riassumere con le parole di Papa Francesco all’udienza privata che ha concesso al Capitolo Generale lo scorso 1 febbraio, e che riferendosi a San Giovanni di Dio lo ha definito come:un uomo appassionato di Dio e compassionevole verso il malato e il povero. E per questo che siamo chiamati ospedalieri: chi vive appassionato di Dio è compassionevole verso il malato e il povero.

Tra le altre cose che ci ha detto il Papa, vorrei sottolineare questa frase: “Le vostre strutture devono essere “locande” – come quella della parabola del Samaritano – al servizio della vita, spazi in cui specialmente i malati e i poveri si sentano accolti”.

Il Papa ci parla delle Strutture, da mettere al servizio della vita. Per tutti sono apparse come parole ispiratrici, e per questo ho voluto condividerle con voi. Fare dei nostri centri una locanda, come quella del buon samaritano, al servizio della vita e dove i malati e i loro familiari si sentano accolti, sentano l’ospitalità e l’amore misericordioso di Dio. E’ una sfida e una linea fondamentale per stabilire un qualunque progetto e piano d’azione in una qualsiasi Opera dell’Ordine, ed è stato quanto fece San Giovanni di Dio negli ospedali da lui fondati, con le moderne tecniche assistenziali e organizzative. Tutto affinché le nostre Opere possano essere veramente locande al servizio della vita, in cui i malati e i loro familiari si sentano accolti come meritano e possano scoprire la tenerezza e l’amore di Dio. Locande in cui anche noi dobbiamo sentirci accolti, ed essere umilmente orgogliosi di far parte della grande Famiglia di San Giovanni di Dio.

So bene che non è una sfida facile, e per affrontarla abbiamo bisogno del lavoro, dell’impegno e della partecipazione di tutti.

Grazie Fra Massimo per la tua ospitalità, animato dallo stesso Spirito che spinse San Giovanni di Dio a praticare la misericordia e l’ospitalità nei confronti dei poveri e dei malati. Grazie per il tuo impegno nella Provincia come Superiore Provinciale in un momento che presenta tante sfide, ma anche delle opportunità da cogliere. La tua testimonianza è per noi una chiamata a vivere e a praticare l’ospitalità, seguendo la parabola del Buon Samaritano, e facendo in modo che le nostre strutture siano veramente delle locande al servizio della vita, spazi di accoglienza per le persone più vulnerabili, in linea anche con le parole del profeta Isaia che abbiamo ascoltato nella prima lettura.

  1. CONCLUSIONE: IL SIGNORE CONTINUA AD ACCOMPAGNARTI

Per tutto ciò, e per tante altre ragioni, è necessario CELEBRARE, fare festa, esprimere la gioia, perché il Signore è stato grande con il nostro Confratello Massimo, e lo sarà ancora.

La vita continua, e insieme alla celebrazione e al rendimento di grazie, dobbiamo anche chiedere al Signore, per intercessione di San Giovanni di Dio, che continui ad accompagnarti, a conservare in te quell’eredità stupenda che riempie la tua vita, in definitiva la tua vocazione all’ospitalità. In questi 25 anni hai dato molto, e il Signore continua a chiamarti a vivere con gioia ed entusiasmo la tua consacrazione religiosa e sacerdotale nell’ospitalità. Sei ancora giovane, e hai ancora tanto da offrire per la causa del Regno. Il Signore e l’Ordine confidano in te e nella tua dedizione generosa, in questi momenti come Superiore Provinciale, e poi nel posto in cui ti troverai.

Grazie Fra Massimo, per la tua vita e per la tua testimonianza.

Che il Signore e San Giovanni di Dio ti accompagnino e ti benedicano sempre, affinché tu possa continuare a crescere e ad essere sempre un esempio di ospitalità e di misericordia per tutti.

Fra Jesus Etayo Arrondo O.H. 

[1]Salmo 16, 5-6.

[2]1 Gv 3, 16.25

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Un pensiero riguardo “25° di Professione Religiosa di Fra Massimo Villa

  1. VENTICINQUESIMO di professione religiosa. Venticinque anni non sono pochi ma sappiamo tutti che volano. Epperò, in questo caso siamo appena nel pieno del vigore e della maturità, con la possibilità di compiere ancora passi significativi per la missione e l’estensione del Regno.
    Belle ed entusiasmanti le espressioni del Priore Generale. Ma resta sempre qualcosa che si potrebbe aggiungere per rafforzare le passioni giovanili che mai ci abbandonano e per lanciare PRO-VOCAZIONI.
    Intanto, cominciamo con un video:

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