Gli auguri pasquali del nostro Superiore Provinciale

fra massimo (2)

Carissimi collaboratori e amici nell’ospitalità,

tra pochi giorni celebreremo la Pasqua del Signore, nostra gioia e nostra speranza.

La Pasqua ha generato nuovi frutti nel mondo e nella storia, a cominciare dalla comunità cristiana, radunata attorno a Gesù Risorto: una comunità che ha una storia da raccontare e un messaggio da portare agli altri; una comunità che è stata potenziata dallo Spirito e arricchita di doni e carismi; una comunità che si apre al mondo senza paure, si impegna e lotta per un mondo migliore. Una comunità che, unita e riconciliata al suo interno, vive nella gioia il comandamento dell’amore di Gesù.

Penso spesso in questi giorni a quanto stiamo vivendo, come Provincia Religiosa e a quanto San Giovanni di Dio ancora ci possa essere di aiuto per vivere al meglio la nostra “Missione nell’Ospitalità” a Dio nel servizio all’umanità sofferente.

Il nostro Santo Padre Giovanni di Dio, in questi giorni della settimana santa, mi sembra che ci inviti a “fare esperienza” del Cristo che patisce, muore e risorge fissando il nostro sguardo in Lui, attraverso le “ferite” di quanti sono affidati alle nostre cure:“Ricordatevi di nostro Signore Gesù Cristo e della sua benedetta Passione, che restituì, per il male che gli face­vano, il bene.” (SGD a Luigi Battista) e ancora nella biografia del Castro si ricorda:“Era il fratello Giovanni di Dio molto devoto della passione di nostro Signore Gesù Cristo, perché, essendo questa la sorgente principale di ogni nostro rimedio, aveva trovato in essa grande profitto e soavità.”

E’ meditando la passione, morte e risurrezione di Cristo, che Giovanni di Dio si recava a riscattare le prostitute per ridare loro dignità, è mettendosi a lavare i piedi piagati e sofferenti dei “suoi malati”, che scorge in essi il volto del Cristo risorto.

La nostra “missione di Ospitalità” è quindi il luogo privilegiato nel quale fare “esperienza di Lui” che ancora in questa Pasqua 2019 compie per noi i “giorni della nostra salvezza”.

Dobbiamo essere uomini e donne coraggiosi, professionisti della salute, audaci e determinati nel ridire il nostro Si a Cristo, affinchè nella nostra missione ospedaliera possiamo essere “segni di Risurrezione”, nei centri assistenziali accanto a quanti collaborano con noi realizzano il progetto del nostro Fondatore: “Curare i malati come desidero io”.

Vorrei che i nostri centri assistenziali, rinnovati dalla celebrazione del mistero pasquale, fossero nel “mondo della salute” la testimonianza viva della risurrezione di Gesù e della forza che scaturisce da questo avvenimento. La nostra professionalità, aperta alla “missione di Ospitalità”, sarà il segno permanente della vitalità della nostra fede in Cristo e di una umanità rinnovata capace di umanizzare i luoghi in cui l’uomo ferito necessità di cure adeguate e di cuori appassionati.

A tutti voi, cari collaboratori e amici nell’Ospitalità,  giungano i più sinceri auguri per una Pasqua davvero Santa, ci accompagni e ci custodisca il nostro Santo Padre Giovanni di Dio e la Vergine Madre a “stare ai piedi della croce” per essere pronti con lei ad accogliere il Risorto che illumina il nostro vivere.

Fra Massimo Villa

pasqua personale1

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