Di antibiotico-resistenza si muore, ma nel territorio erbese la situazione è sotto controllo

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Antibioticoresistenza. Un nome lungo e difficile, ma che non fa paura come dovrebbe. Chi non ha mai preso un’antibiotico? Quindi, non può far male – si pensa. Eppure, come ricorda il dottor Luca Guatteri «di antibioticoresistenza si può morire ed i dati Italiani ed Internazionali evidenziano il costante aumento di casi di antibiotico-resistenza. Quindi il problema è reale e concreto» osserva il direttore di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba (Como).

L‘Italia è la nazione europea in cui è più elevata la mortalità causata dall’antibioticoresistenza: su circa 33mila decessi l’anno in tutta Europa, nel nostro Paese se ne contano oltre 10mila. Il dato emerge da un’indagine Amit. Nel 2050, secondo recenti studi, le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici uccideranno più del cancro. Ovviamente, negli ospedali si prendono le dovute contromisure: «Noi il problema dell’antibiotico-resistenza e dei germi MDR lo affrontiamo con un bundle di procedure e trattamenti come raccomandato da tutti gli studi scientifici e dalle Linee Guida di settore» precisa Guatteri. Che elenca: «isolamento tecnico dei Pazienti colonizzati, o potenzialmente colonizzati, e/o infetti da questi germi: utilizziamo materiale monouso dedicato per la cura, l’assistenza infermieristica e per la visita dei familiari; terapia antibiotica mirata sulla base di antibiogramma e della MIC (Minima Concentrazione Inibente) sulla base dei dati europei raccolti ed aggiornati costantemente da EUCAST (disponibili sul web: eucast.org); terapie antibiotiche SOLO ed esclusivamente a fronte di infezioni documentate e con le dosi massime raccomandate oltre alle durate di terapia più brevi possibili». A Erba non si riscontra un aumento dei casi: «la continua sorveglianza dei Pazienti potenzialmente colonizzati e/o infetti da questo tipo di germi e la collaborazione con il Laboratorio di Microbiologia – dichiara Guatteri – ci ha permesso di identificare un paio di germi presenti nell’ecosistema dell’Ospedale di Erba e di mettere in atto tutte le manovre necessarie ad arginare il problema». Nel dettaglio, il primario precisa chel’ospedale Sacra Famiglia si trova a fronteggiare, «un po’ come tutti gli Ospedali al giorno d’oggi, un batterio (Klebsiella Pneumoniae denominata KPC per la sua capacità di produrre enzimi in grado di bloccare l’azione degli antibiotici) ed un micete (Candida Glabrata). Abbiamo avuto bassissimi riscontri di colonizzazioni/infezioni da parte di altri batteri MDR rispetto ad altre realtà ospedaliere lombarde e questo è anche determinato dalla differente popolazione di Pazienti (e delle loro patologie) che afferiscono all’Ospedale “Sacra Famiglia”».

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