L’osteoporosi, una malattia da non sottovalutare

osteoporosi_polispecialistico_giovanni_paolo_viterbo

La prima cosa che ti dice il dottor Mauro Gorini è che l’osteoporosi non è un problema esclusivamente femminile. Può sembrare lapalissiano, ma il responsabile dell’unità operativa complessa cura soprattutto donne, perchè, come racconta, durante la menopausa il decadimento fisiologico della struttura ossea è «massiccio». Non a caso, all’Ospedale San Raffaele Arcangelo di Venezia, una delle strutture di riabilitazione della provincia lombardo veneta dei Fatebenefratelli, da un paio d’anni è stato avviato un ambulatorio dedicato all’osteoporosi, soprattutto femminile.
Dottor Gorini, perchè la riabilitazione sta diventando tanto importante nella società contemporanea?
 
Perché, fortunatamente, è cambiato il concetto di riabilitazione: si è evoluto nel tempo. Fino, infatti, agli anni Novanta, si basava principalmente sulla valutazione della patologia e della menomazione: quindi, riguardava essenzialmente un intervento di organo. Con gli anni 2000, è stato introdotto un mo- dello definito bio-psico-sociale di salute, che non mette più al centro la disabilità, ma la persona disabile, la famiglia e la sua interazione con la società».
 
In altre parole, ci vogliamo più bene come persone, ci sentiamo meno massa, meno numeri?
 
E’ passato questo concetto e, in parallelo, la riabilitazione è diventato un intervento mirato, individualizzato, multidisciplinare e multiprofessionale sulla persona perché abbia una migliore qualità di vita e un reinserimento più veloce. Il progetto individuale è il cardine della riabilitazione: definisce la prognosi, le aspettative, le priorità del paziente e dei suoi famigliari in un contesto più ampio del mero recupero dell’organo. 
 
Gli interventi di riabilitazione più richiesti quali sono? 
 
Quelli a seguito di patologie traumatologiche: esiti di fratture soprattutto nell’anziano, a causa di fragilità e di osteoporosi. Il nuovo centro per il trattamento dell’osteoporosi è affiliato alla Siommms, Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro, e offre una valutazione nei casi più gravi, con l’obiettivo di diagnosticare tempestivamente la malattia e intervenire non solo farmacologicamente, ma anche con una serie di attività, come una ginnastica specifica, che hanno lo scopo di prevenire le fratture.
 
Avete ottenuto, dall’inizio dell’anno, l’autorizzazione ministeriale e regionale alla prescrizione e all’uso di farmaci ultraspecialistici per la cura di questa patologia. Quale sarà il prossimo passo?
 
Sarà l’acquisizione di un apparecchio di mineralometria ossea computerizzata (Moc Dexa), per misurare la quantità di calcio presente nello scheletro. Un’eccellenza a disposizione di tutti, visto che eroghiamo prestazioni convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.
 
Quali sono i sintomi dell’osteoporosi a cui deve prestare attenzione una donna?
 
L’osteoporosi è una malattia subdola, nascosta, che si manifesta con la frattura a seguito di sforzi anche minimi, o a seguito di traumi a bassa intensità come una caduta dalla propria altezza. I segmenti ossei più interessati sono le vertebre e il femore prossimale (fratture osteoporotiche definite maggiori), oppure l’omero prossimale ed il polso (fratture minori), con le conseguenti disabilità.
 
Esiste una dieta indicata per il malato di osteoporosi?
 
La dieta deve essere ricca di calcio  e proteine, utili queste ultime anche per il mantenimento della forza e trofismo muscolari. Importante è l’assunzione di acque ricche di calcio. Importante è l’esposizione solare che attiva la vitamina D. E’ necessario nell’anziano dosare la vitamina D nel sangue ed assumerla se carente visto che è ha un ruolo fondamentale nel metabolismo del fosfocalcico.
 
Spesso la paziente è molto anziana: quali attenzioni devono prestare i suoi parenti per evitare di trascurare questa patologia?
 
La riduzione del movimento, la familiarità positiva per fratture, la presenza di comorbilità come diabete, bronchite cronica ostruttiva, malattie croniche intestinali, malattie neurologiche disabilitanti come Parkinson, ictus cerebri, sclerosi multipla devono mettere in allarme. La scarsa alimentazione ed il fumo sono altri fattori da non trascurare Così come le terapie che vengono assunte dopo una neoplasia al seno o alla prostata. Un semplice riscontro di una diminuzione della statura e della comparsa di una accentuazione della normale cifosi dorsale non devono essere trascurate.
 
Le cure sono lunghe e possono provocare dolore o fastidio?
 
L’osteoporosi è una malattia cronica e come il diabete o l’ipertensione arteriosa deve essere curata per sempre. Le cure farmacologiche richiedono quindi una partecipazione informata da parte del paziente che deve essere preciso e costante nell’assunzione dei farmaci e deve periodicamente farsi rivalutare dal medico.
 
Quale riscontro avete dai pazienti dopo i trattamenti? 
 
L’avvio del nostro ambulatorio è stato di grande soddisfazione: abbiamo superato i 200 pazienti ambulatoriali ai quali si aggiungono una cinquantina di pazienti ricoverati e valutati per i problemi del metabolismo osseo. Aggiungo che abbiamo avviato da gennaio l’utilizzo dei farmaci della nota 79, per i quali abbiamo ottenuto l’autorizzazione prescrittiva.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close