Una tecnologia per rendere più sopportabile la chemioterapia

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La corsa dell’Ospitalità contribuirà all’acquisto. Un’opportunità per i pazienti della Lombardia.

Una delle conseguenze più note e più temute delle infusioni chemioterapiche nelle persone malate di tumore è la caduta dei capelli a causa dell’impatto sulla loro qualità della vita, in particolare su quella delle donne. “Per questo stiamo lavorando da circa un anno all’acquisizione di un’apparecchiatura che raffredda il cuoio capelluto durante la chemioterapia (tecnicamente “scalp cooling”) e nella maggioranza dei casi riduce o evita la caduta dei capelli” ci spiega Donato Bettega, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia (Day Hospital e Ambulatorio) all’ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba.
La corsa dell’Ospitalità quest’anno concorrerà alla raccolta dei fondi necessari per l’acquisto, cui potranno contribuire anche le associazioni e i privati del territorio. L’Oncologia che il dottor Bettega guida da nove anni eroga circa 3200 prestazioni MAC all’anno e il trattamento anti caduta – che consiste nel calzare una speciale cuffia di raffreddamento del cuoio capelluto durante le infusioni – farà parte del “pacchetto” chemioterapico erogato in regime di SSN, cioè senza alcun aggravio per il paziente. “Ci teniamo molto – dichiara il dottor Bettega – perché anche il tenore psicologico delle persone in terapia è importante e l’ospedale di Erba sarà uno dei pochi in Lombardia e l’unico della provincia a offrire questa opportunità”.

 

Lo Scalp cooling: come funziona?

La chemioterapia lavora puntando a tutte le cellule che si dividono molto rapidamente nel corpo. I capelli sono la seconda cellula a divisione più rapida del corpo, e questa è la ragione per cui molti farmaci chemioterapici causano l’alopecia: semplicemente, i capelli vengono coinvolti nell’azione di cura del farmaco.I follicoli piliferi in fase di crescita vengono in questo modo attaccati, con conseguente perdita di capelli circa 2 settimane dopo l’inizio del trattamento chemioterapico.Il danno che le medicine provocano al follicolo pilifero può essere alleviato utilizzando il raffreddamento del cuoio capelluto, noto anche come ‘casco freddo’. Funziona riducendo la temperatura del cuoio capelluto di pochi gradi immediatamente prima, durante e dopo la somministrazione della chemioterapia. Ciò a sua volta riduce il flusso di sangue ai follicoli piliferi: questo rallentamento forzato e locale nel flusso sanguigno dei follicoli è il fattore-chiave che può arrivare ad impedire o ridurre la perdita dei capelli. Sebbene questo processo e la sua effettiva riuscita in termini di conservazione dei capelli dipenda da molti fattori, le ricerche e gli studi hanno dimostrato che esso può essere efficace in una vasta gamma di regimi chemioterapici.

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