Gli Argonauti da Leonardo Da Vinci: intervista a Mario Taddei

Gli Argonauti hanno avuto la fortuna di intervistare l’eclettico curatore del Museo “Leonardo 3 (Il mondo di Leonardo) nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: il dott. Mario Taddei. Incontro decisamente immersivo, carico di emozioni e curiosità. Taddei si è reso molto disponibile nei nostri confronti, svelandoci innumerevoli dettagli, indiscrezioni, stranezze e bizzarie. Ma soprattutto sull’impegno e sugli studi fatti da lui e dai suoi collaboratori per organizzare una mostra di tale portata.

Come è nata questa sua passione per Leonardo Da Vinci e come ha iniziato questo suo lavoro (per hobby, …)?

La mia passione è iniziata da bambino, a Milano sono andato al museo dove ci sono le macchine di Leonardo, il Museo della Scienza e ho scoperto che Leonardo aveva inventato tutte queste meraviglie, ho cominciato poi a cercare i suoi manoscritti e ho visto che lui sapeva disegnare in modo quasi perfetto. Mi sono appassionato anche al fatto che è “bellissimo essere un artista”, lui era contemporaneamente sia artista che ingegnere. Questa cosa è molto affascinante, perché l’artista è soltanto un fatto artistico, all’ingegnere manca l’arte: “se tu metti insieme queste due cose ti viene fuori una cosa meravigliosa”. Ho fatto anch’io i passaggi di Leonardo, ho studiato sia ingegneria che arte.

Da quanti anni fa il curatore di mostre?

Da 25 anni, io e alcuni miei soci ci occupiamo di fare degli studi su Leonardo. Il mio lavoro è quello di andare cercare i manoscritti, ne abbiamo più di 6000 di Leonardo. Ogni pagina non ha un singolo progetto; ogni pagina ha una decina di progetti, moltiplicate 10 per 6000 provate ad immaginare quanta roba c’è da studiare. In ognuna di queste pagine di sono delle macchine. Tolte le 20-30 macchine, quelle che da bambino credevo fossero di Leonardo, che poi in realtà non sono sue (il carro armato, le mitragliatrici, le solite macchine che tutti abbiamo visto, che sono tutte false, perché non sono di Leonardo da Vinci), ho scoperto che ci sono gli altri 5000 manoscritti. Ogni 2-3 mesi noi prendiamo un manoscritto, cerchiamo di capire cosa c’è dentro; scopriamo che c’è una macchina nuova che lui stava inventando, andiamo in laboratorio a costruirla col legno e con il computer facciamo i modelli tridimensionali. Con queste cose abbiamo fatto pian piano delle piccole mostre con 5-6 modelli, adesso abbiamo 2 mostre itineranti per il mondo con più di 70 modelli grandissimi, 40 computer e facciamo il giro per il mondo facendo vedere queste cose a tutte le persone della terra.

Che percorso ha fatto per diventare curatore?

Prima di tutto bisogna avere un po’ di passione per queste cose, bisogna studiare tanto e documentarsi tanto. Personalmente ho fatto il liceo scientifico. Che poi uno dice “bisogna fare il liceo scientifico, bisogna studiare tantissimo”. Ma il problema sapete cos’è; che io sono stato bocciato due volte, ci ho messo 7 anni per fare il liceo scientifico, e tutti quanti, tutti i professori mi dicevano che non dovevo più fare il liceo, che non potevo studiare, ecc. ecc. Ma io sono rimasto! Ci ho messo 7 anni, poi sono andato all’università e lì ho capito la cosa più importante: che tu non vai a scuola per studiare per i professori, ma devi studiare per te stesso. Capisci che non devi studiare per i professori ma sono i professori che ti devono dare delle cose e devi sfruttare i libri e i professori per sapere delle cose che interessano a te. Quando capisci questa cosa, fai un passaggio. A quel punto non te ne importa più di prendere dei buoni voti o studiare per i professori ma ti interessa andare a studiare per sapere qualcosa per te stesso. È un po’ quello che faceva Leonardo; Leonardo ha sempre studiato per tutta la sua vita, fino a quando aveva 60 anni, matematica, geometria, … tutto.

Quand’è che ha scoperto questa trasformazione?

Il cambiamento è quando tu vai a scuola e ti da fastidio andare a scuola perché ci sono i professori che ti dicono cosa studiare. Il cambiamento è quando dici “no”, “voglio io studiare quello che a me piace”. Questo è il cambiamento: non sono gli altri che ti dicono cosa devi studiare.

Questo meccanismo, questo ponte si chiama “consapevolezza” di cui parliamo spesso anche tra di noi.

Tu devi decidere che vuoi fare quel mestiere e ti concentri tutto su quello. Vuoi fare il chirurgo? Non credere a quelli che ti dicono che sei troppo vecchio, non farlo. Non è vero. Leonardo non credeva a tutti quelli che gli dicevano “no”… Ad esempio: il padre gli ha detto: “tu sei figlio illegittimo, non ti faccio diventare notaio per diventare una persona importante, ma ti mando a pulire i gabinetti dal Verrocchio, magari impari un po’ disegnare”. Lui va e si dice: “a me piace così tanto fare questa cosa che divento il più bravo di tutti” e alla fine è diventato il più bravo di tutti. Quindi non importa quanti anni hai, l’importante è voler fare una cosa. Ti prendi i libri, è difficilissimo, ma un po’ alla volta, un po’ alla volta, come faceva Leonardo che copiava. Copi pian piano tutte le cose e alla fine ci arrivi. Ma devi volerlo tu e non devi farti dire dagli altri cosa potevi studiare. Ti piace l’anatomia delle rane? Studi l’anatomia delle rane. Non ti importa se gli altri dicono che è una fesseria. Non importa. Diventi il più grande esperto di rane al mondo. Leonardo ha iniziato così e alla fine ha studiato tutto ed è diventato il più bravo di tutti.

Eh però diciamo che aveva anche un po’ una “dotina”…

No, no, non è vero. Vedi, quando ci sono delle persone che ti dicono “no, tu non sei dotato” non ci devi credere. Devi andare avanti per la tua strada. Il problema cos’è? È il tempo, purtroppo non abbiamo tanto tempo per diventare bravissimi a fare delle cose, e quindi… Per dirtene una: Leonardo per diventare bravo a disegnare non ci ha messo un giorno, ci ha messo più di 20 anni. … la Gioconda è bellissima, vero? Uno guarda la Gioconda e sembra che ti guardi sempre; Leonardo ne ha studiato i trucchi, ecco perché era bravo a fare questa cosa. Lui aveva studiato dal Verrocchio che diceva: “se tu fai un dipinto, non importa se tu lo fai girato da una parte o dall’altra, ma se gli occhi li dipingi davanti, e la persona fai un po’ storta, sembra che ti guarda; l’importate è fare gli occhi al centro del quadro e la persona un po’ spostata”. È un trucchetto che ti insegnano, a Leonardo glielo hanno insegnato quando era dal Verrocchio; se poi applichi questa cosa puoi fare qualsiasi disegno. Stavo dicendo: la Gioconda è bellissima. “Ma”, uno dice, “non potrò mai diventare Leonardo perché la Gioconda è troppo bella!” E’ sbagliato. Perché per diventare un bravo pittore e riuscire a fare la Gioconda è che lui prima ha fatto migliaia di disegni. I primi disegni di Leonardo erano bruttissimi. Il primo disegno che fai tu, se non sei bravo a disegnare è brutto. Il secondo è brutto; il terzo è brutto, il quarto è brutto, ma dopo cento volte che fai un disegno, cominci a vedere la differenza; tu vedi il primo disegno e vedi l’ultimo che è un po’ più bello. Vai avanti così per vent’anni e diventi Leonardo da Vinci. Ma tutti i giorni, non devi saltare un giorno. Lavorare dalla mattina alla sera. Questo è il punto. Il problema è che oggi non abbiamo più tempo. E voglia.

Può sembrare paradossale oggi la ricostruzione dei progetti di Leonardo da Vinci con lo sviluppo della tecnologia, ma d’altra parte i macchinari che aveva progettato Leonardo potrebbero essere stati l’inizio della tecnologia odierna. Che ne pensa di questo?

Volete che vi rispondo seriamente? Allora è un po’ complicata la faccenda. Tutti pensano che Leonardo abbia inventato l’aeroplano e l’elicottero, che li abbia progettati lui, ma allora, se li ha inventati lui ha il copyright. Non è così. Purtroppo Leonardo non ha inventato l’areoplano. Anche perché c’è una cosa che non tutti sanno. I suoi manoscritti sulle macchine volanti, lui li aveva fatti i progetti ma non aveva mai realizzato le macchine perché non aveva tempo. Noi realizziamo 500 anni dopo il progetto per conto di Leonardo. E quindi noi prendiamo quei manoscritti e costruiamo le macchine per conto di Leonardo. Un’altra cosa importante: per 200 anni nessuno ha pubblicato i libri di Leonardo da Vinci, sono rimasti segreti e nascosti. Quindi lui non ha fatto un libro e poi pubblicato per dire agli altri: “guarda la mia macchina, copiami e falla migliore”. Purtroppo lui non  ha pubblicato, quindi  non ha aiutato la scienza ad andare avanti. Questa cosa è interessantissima. I suoi studi, però, erano talmente avanti che se lui avesse pubblicato i suoi libri, probabilmente oggi saremo su Marte. Alla fine, qualcuno ci è arrivato, l’importante è pubblicare e far vedere le cose alle persone, perché la cosa più importante non è essere diligenti, perché se tu fai un progetto bellissimo e lo tieni segreto non serve a niente. Il problema è farlo, divulgarlo, farlo vedere agli altri in modo tale che gli altri possono copiare un pochino da te e migliorare quella macchina. Questa è l’evoluzione della scienza. E quello che facciamo noi qui è divulgare la scienza e far capire agli altri che cosa Leonardo aveva fatto, come l’aveva fatto per poter sperare che tutti i bambini che passano da qua imparino la tecnica di pittura, come si costruisce un ponte, e alla fine diventeranno architetti, pittori, ingegneri, ecc. ecc.

Come siete riusciti a ricostruire le macchine di Leonardo? Quanto tempo ci avete messo?

Bella domanda. Allora… ci vogliono intanto una ventina di anni di studio per capire un po’ Leonardo da Vinci, imparare a leggere quello che scriveva, perché scriveva al contrario. Una volta che impari queste cose devi andare a vedere anche i suoi predecessori. Importantissimo per le macchine di Leonardo è studiare tutti i suoi maestri perché capisci dove ha copiato, studi le macchine prima di Leonardo, capisci lui cosa ha copiato e cosa ha inventato. A quel punto poi pian piano riesci a capire i disegni; un’altra cosa importante è se prendi un suo disegno non ci capisci niente; devi trovare un disegno prima e dopo, perché lui disegnava un foglio, poi un altro, dopo un altro, dopo un altro, un altro, un altro, … insomma tanti fogli. Un progetto è diviso in tanti fogli, non un solo foglio. Non è che tutta la macchina volante sia scritta in un solo foglio. Sbagliatissimo, fino ad adesso hanno sbagliato a costruire delle macchine nei musei, perché hanno preso un solo foglio e hanno detto: “Ecco la macchina volante e la copio”. No. Tutti i progetti sono divisi in tanti fogli. Il problema più importante è che negli ultimi 500 anni questi fogli sono stati divisi, ci sono stati indici diversi, quindi alcuni fogli sono stati persi. Il mio lavoro è quello andare a prendere ogni singolo foglio, metterli in ordine di tempo, di cercare la logica, perché non c’è il numero sopra, e capire qual è il prima e qual è il dopo. Una volta che metti ordine vedi tutto il processo della macchina e a quel punto noi che cosa facciamo? Col computer facciamo i modelli e i disegni tridimensionali, col computer facciamo più velocemente e ci aiuta molto, perché è come avere una falegnameria infinita di modelli di legno infiniti senza andare per forza a costruirli. A quel punto costruiamo la macchina col computer, vediamo se funziona bene, se corrisponde al progetto di Leonardo. Coi disegni tecnici che stampiamo andiamo in laboratorio e col legno pian piano costruiamo tutti i singoli pezzi per poi metterli insieme e costruire la macchina di Leonardo.

Grazie.

Che emozioni prova quando lavora?

Allora è molto divertente e molto bello, perché, diversamente da molti altri lavori che magari si ripetono, la cosa bella di lavorare su questa cosa è che ogni mese hai una cosa nuova. Ogni mese io devo iniziare da zero, c’ho un disegno nuovo, diverso da quello di prima e devo capire come funziona.

È stimolante.

È stimolante perché è come andare a scoprire dei misteri. È come andare a fare l’archeologo: tu scavi, scopri qualcosa di nuovo. Hai l’esperienza di prima quindi sai come muoverti, ma ogni volta disegni una macchina nuova; infatti qui abbiamo più di 40 macchine e sono tutte diverse una dall’altra.

Di che segno zodiacale sei?
Sai che non lo so?

Sagittario, vergine, …?

Non mi ricordo. Sai cos’è? Che tu dici l’astrologia qual è l’influenza? Vi racconto questa cosa. Leonardo da Vinci non ci credeva nell’astrologia, non gli interessava niente e non sapeva neanche bene o male quand’era nato. Quindi a lui non importava niente dei segni zodiacali. I segni zodiacali, però, ai tempi di Leonardo erano utilizzati da maghi, stregoni, per andare a vendere, e guadagnare soldi, alle persone con l’oroscopo. Quindi in realtà è un modo per far soldi andando a raccontare delle storie che possono essere vere o non importa se sono vere o sbagliate, le persone che magari ci credono. Se vuoi sapere il trucco prova, quando vedi l’oroscopo, prova a coprire il segno, dici “questo è il mio”, lo leggi e ti sembra di essere te stesso, poi guardi l’altro e ti sembra di essere te stesso. Quindi è un po’ un giochino che facevano anche ai tempi di Leonardo. A Leonardo gli dava fastidio e aveva detto: “no, io l’astrologia la voglio studiare seriamente”. E allora ha studiato i moti del sole e della luna e aveva capito che il sole si muove intorno alla terra. E aveva costruito delle macchine che sono degli orologi planetari, per simulare il movimento della luna, in base alle varie posizioni della terra. Quindi era molto interessato all’astrologia ma quella vera.

So che da parte che c’è qualcuno che aveva costruito un orologio che non dice solo l’ora e i minuti, ma anche gli anni…

Esatto. Si chiamano astrali. Se tu costruisci un orologio la lancetta si muove e fa l’ora.

Dopo che arriva a 12, passa mezza giornata, l’orologio normale continua a contare le ore, ma se tu colleghi la rotella e conti quante volte gira l’ora, molto più lentamente puoi misurare quando passa una settimana. Se poi quella rotella la colleghi a un’altra rotella, più lenta, a quel punto il giorno puoi contare anche gli anni. Quando arrivi a 365 giorni, c’è una lancetta che ti dice un anno. Si chiamano astrali perché dicono sia l’ora e con lo stesso meccanismo anche l’anno. Ma è molto lento, ogni giorno non vedi niente che si muoveva, ma dopo un anno si muoveva la lancetta dell’anno e ti diceva che anno è.

Anche Leonardo aveva studiato questi orologi?

Sì, anche Leonardo aveva studiato, prima gli astrali, poi aveva fatto tanti disegni di orologi.

È vero che Leonardo andava a prendere i cadaveri per studiare?

Sì, lui si interessava di tutto, diceva: “ma se io posso prendere un cavallo morto e lo posso guardare… alla fine se un uomo è morto… massì… possiamo guardare anche quello”. Allora per poter capire come funziona il corpo umano qualcuno, come Leonardo, alla fine ha dovuto fare, quello che si chiama, studi anatomici.  è andato dove ci sono i cadaveri e prima di  dice: “prima di seppellirli fammi studiare come è fatto il cadavere”. In questo modo ha osservato e disegnato tutte le ossa del corpo umano in modo perfetto. E grazie a persone come Leonardo, che per primo ha guardato, ha disegnato, e a quel punto noi abbiamo il catalogo del corpo umano tutto disegnato con tutti i pezzettini di ossa fatti bene. Sai perché Leonardo ha studiato i cadaveri e ha studiato tutte le ossa? Per due motivi: primo, perché voleva capire come funziona il corpo umano, perché salti, perché corri, perché fai così… Secondo motivo: perché tu quando devi dipingere la Gioconda per esempio e devi fare le ombre,… se  sai che nel viso c’è dentro un osso, sai che quando dipingi quelle parti, sotto devi farci l’ombra, perché c’è un osso che spunta su. Allora se fai un dipinto e sai dov’è sta l’osso allora fai anche l’ombra nella carne. Studiando l’anatomia sei capace di fare i dipinti più belli. Ecco perché lui aveva studiato il corpo umano.

Ha altri interessi oltre a Leonardo da Vinci?

Sì, personalmente mi interessano tante cose: arte contemporanea, usare il computer come strumento digitale. Vi do un suggerimento: voi sicuramente provate e dipingere o a disegnare, oggi si può dipingere e disegnare anche col computer, potete disegnare centinaia di disegni. Ma se lo fate bidimensionalmente, diversamente dalla carta, con il computer si può fare anche tridimensionalmente. Quello che mi affascina di più oggi è che oggi abbiamo la possibilità di fare le stesse cose che faceva Leonardo fa Vinci; lui le faceva su carta e va benissimo, ma oggi possiamo fare la stessa cosa ma tridimensionalmente. Se poi aggiungiamo l’animazione, come fanno i cartoni animati della Walt Disney o della Pixar, a quel punto possiamo creare quadridimensionalmente delle cose, quindi degli oggetti in movimento.

Ha altri progetti per il futuro? Se sì quali?

Noi abbiamo lavoro da qui ai prossimi 200 anni, nel senso che ci sono tantissime macchine nascoste nei manoscritti e noi tutte le macchine, pian piano, una alla volta, le costruiamo.

Quanto ci avete messo per fare questo lavoro?

Allora noi ci abbiamo messo più di 30 anni a fare tutto quello che vedete.

A quanti anni ha cominciato Leonardo?

Leonardo a iniziato a 4-5 anni a guardare con lo zio la natura. Guardava i vermi, gli animali, tutto quanto, studiava e vedeva come si muoveva. E andato dal Verrocchio da giovane e ha imparato a disegnare, dalla mattina alla sera, faceva almeno 100 disegni al giorno: disegnava gli animali, i tessuti, le persone, i fiori, qualsiasi cosa, alberi, fiori, animali, … disegnava tutto. Fino a 60 anni lui ha continuato a studiare e a interessarsi di qualsiasi cosa. Quindi, la domanda è quanti anni ha studiato Leonardo? Tutta la sua vita.

E qual è il primo argomento che ha tirato fuori, come gli è venuta la cosa di leggere le cose, di costruirle?

andava in giro e si faceva delle domande. Se tu guardi un albero e guardi quando cade una fogliolina: tu puoi camminare, guardi la fogliolina e dici: “Vabbè, è caduta”. E non sei Leonardo da Vinci. Se sei Leonardi da Vinci guardi: “E’ caduta quella fogliolina, perché è caduta? E perché gira di qua e non di là?” La prendi, la guardi, la disegni, cerchi di capire perché prima va a destra e poi va a sinistra. Questa era la passione di Leonardo. Facendo questo tutti i giorni sullo stesso argomento ha inventato queste cose che vi ho raccontato.

E quindi il primo argomento che ha tirato fuori….

La natura. Animaletti e natura.

E quand’è che ha cominciato il primo esperimento?

I primi disegni sono i primi dipinti che aveva fatto dal Verrocchio. Lui era bambino e Verrocchio vendeva i quadri ai preti e alle chiese che gli chiedevano i quadri di Gesù. Lui pian piano ha cominciato a dipingere gli angeli e le vesti del quadri del Verrocchio. Verrocchio faceva il personaggio principale, ha fatto un famoso Gesù al centro, a sinistra ci sono due angioletti; a cominciato ad abbozzare angioletti, poi siccome era anziano e aveva tante cose da fare ha chiamato i ragazzini come Leonardo e ha detto “finisci di dipingerlo tu”. E allora lui, pian piano si è messo lì a dipingere. Siccome Leonardo era molto bravo quand’era giovane, tutti quanti hanno visto che il suo angelo era più bello di quello del Verrocchio. A quel punto anche Leonardo stesso ha detto: “io voglio fare di più!”. E ha cominciato a studiare sempre di più. Una cosa che non tutti dicono o che non dicono mai, è che Leonardo molte delle cose che ha fatto le ha fatte per i soldi, per guadagnare. Lui ha dipinto la Gioconda per guadagnare soldi.

I dipinti però non li ha copiati…

Bella domanda. Certo che li ha copiati, per fare un dipinto tu devi avere davanti una modella. Copiare è questo. Ma Leonardo ci insegna che più studi, più sai già tutto, e non ti frega più nessuno.

Ci lascia un commento finale?

Non abbiate paura, non importa quanti anni avete, non importa cosa stai facendo. Se tu vuoi diventare Leonardo puoi diventarlo. L’importante è la perseveranza e la voglia di fare e non perdere tempo. Qualsiasi argomento, scegli cosa vuoi diventare e comincia a studiare dalla mattina alla sera come faceva Leonardo e diventerai anche tu un piccolo Leonardo. E per diventare Leonardo bisogna continuare a fare domande, e fregarsene di quello che ci dicono gli altri.

Gli Argonauti

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