Pensieri sparsi

pensieri-sparsi2

Questo spazio è una piccola “scatola virtuale” dove i nostri Argonauti intendono depositarci i pensieri, le poesie, gli aforismi o le storie che hanno voglia di condividere.

 

Le_Tre_cime_di_Lavaredo_con_il_rifugio_Locatelli_sullo_sfondo

LE CIME

È mio padre che sta seduto fra gli alberi ad ascoltare la voce delle montagne. È un vero alpino, indossa sempre la sua divisa. Non ha paura di stare sempre fra i boschi, è una guida alpina. Si fa sentire l’eco delle sue parole: «Aspettami, saliremo ancora insieme una montagna, mano nella mano», e lassù in cima, il vento che spira forte, salirò la croce coraggiosa e libera e vedrò di nuovo il blu e all’orizzonte i monti. Cercherò i resti di un castello ed un tesoro sepolto e vedrò e sentirò ancora i miei amici chiamarmi per nome con quel nome e cui tutti volevano bene, riscoprirò quel sentire bambino in cui le voci mi avvertono che non c’è nessun pericolo. Siederemo ancora tra l’erba alta e tu mi racconterai la tua storia.

di Raffaella

 

vista-albero-finestra-girasoli

L’ALBERO SENZA NOME

In camera mia, sdraiato sul letto, un albero mi ha fatto e mi fa compagnia. Un albero grande, rassicurante. L’ho visto e lo conosco in diverse maniere: bello, riscaldato nel pomeriggio dal sole, come una mano carezzevole. L’ho visto resistente, bello anche senza capelli nell’umido inverno. L’ho visto arrabbiato, muoversi con disperazione, piegarsi, alzarsi, urlare. Sembra un signorotto di campagna dei tempi antichi: i tipi con le giacche lise dal portamento fiero. Non come un cipresso, fine ed altero, non come una quercia, che sembra spogliarsi nella sua enormità.

L’amo, gli voglio bene. In questo momento lo vedo, la sua sagoma fieremente traforata, vestito tono su tono. Tra fratelli e sorelle son circa una decina, maschi e femmine, ma lui è il capofila. Per concludere, in tutte le situazioni, mie e sue, mi ha sempre infuso forza e pensieri liberi.

Ancora oggi penso che parli.

di Marco

 

vecchio-uomo-di-spalle-su-una-panchina-al-parco

A MIO PADRE  

Un ricciolo ribelle

e mentre mi pettino

questo ricciolo

mi ricade di nuovo

sugli occhi

così mi ricorderesti

oh padre

se tu fossi ancora

in vita

io invece

ti ricordo

per quel segno

di sfida

quando ci affrontammo

per non so più quale

motivo

non me lo ricordo più

ma tu eri deciso

sfrontato

– «Fatti sotto»

E così mi annichilisti

eravamo alti uguali

ma la tua furia

di alcolizzato

mi avrebbe

spazzato via

così reclinai la testa

e anuii

in segno di resa

così ti ricordo

vigoroso e forte

invincibile per me

fresco giovincello

e pure il tumore

aveva rinsecchito

le tue forti membra

adesso ti ricordo

sdraiato sul letto

pelle e ossa

senza neanche

la forza di parlare

io ti sfuggivo

anche allora

come per vendicarmi

di tanti affronti

subiti

da quell’alcolizzato.

 

di Andrea

 

TAVOLA APPARECCHIATA

CIBO PER LA MENTE – Apparecchiare

Un tavolo di pazienza

Una tovaglia di buon umore

Sei piatti fondi di accoglienza

Sei piatti piani di speranza

Sei bicchieri di allegria

Sei tovaglioli di cortesia

Sei forchette di saggezza

Sei cucchiai di rispetto

Sei coltelli di empatia

Una caraffa di vita

Una caraffa di fuoco

Un centro tavola di felicità

Una candela di intimità

Sei sedie di supporto

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