Colazione con i Ricercatori dell’IRCSS: il potere di un’emozione condivisa

Foto Colazione Ricerca 2018

Si è svolta lunedì 12 Febbraio la Seconda Edizione della “Colazione con i Ricercatori”, evento che ormai da due anni noi operatori del mondo della ricerca dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia organizziamo in occasione della Giornata Mondiale del Malato, ricorrenza istituita il 13 Maggio 1992 da Papa Giovanni Paolo II. Infatti, soltanto dopo un anno dalla diagnosi di malattia di Parkinson che nel 1991 aveva segnato la storia del Pontefice e toccato i cuori di tutti i credenti e non del mondo, molto significativo è stato il gesto del Papa polacco che aveva affidato il proprio dolore di malato e la sofferenza tutta di noi uomini alla giornata della festa della Vergine di Lourdes, da sempre legata alla guarigione dalla malattia.

Quest’anno noi ricercatori siamo stati nella Comunità Fra Raimondo per una colazione che, sono sicura, porteremo a lungo nel cuore.

L’organizzarci e preparare tutto quanto il necessario è stato sin da subito un’esperienza insolita per noi abituati a muoverci in tutt’altre realtà e difficoltà. Decidere cosa portare e farlo insieme ci ha motivato e reso felici, ma la nostra più grande emozione è stata vivere appieno la bellissima accoglienza riservataci dagli ospiti e dagli operatori della comunità.

Dopo la ricca colazione, preparata da tutti noi e vissuta con tanti sorrisi e allegria, siamo stati invitati a partecipare alla loro riunione giornaliera, momento in cui, di volta in volta, vengono stabilite e preparate le attività da fare durante la giornata.

È stato questo il giusto modo per conoscerci, superare le barriere dell’imbarazzo ed entrare in comunione fra noi: ci siamo fatti a vicenda delle domande scambiandoci curiosità sulla vita nel mondo della ricerca e sulle attività che si svolgono in una comunità.

Momenti come questo andrebbero vissuti molto più di frequente… infondo il nostro compito di ricercatori dovrebbe essere sempre più quello di avvicinarci alla sofferenza, perché il malato, nelle sue difficoltà, possa essere sempre il nostro timone e allo stesso tempo la nostra stella polare nell’universo della scienza. Ricordarci che il nostro lavoro non è solo un insieme di responsabilità, di regole, di procedure, di risultati, ma è anche emozione, da ricevere e soprattutto da donare anche attraverso un piccolo gesto, ci deve rendere sempre più forti e consapevoli della gioia che dobbiamo portare con noi in ogni attimo del nostro lavoro.

Il fatto che quest’anno il gruppo di ricerca che ha preso parte alla giornata sia stato ancora più numeroso, ci ha dimostrato che credere in questo tipo di iniziative e lavorare per realizzarle e farle crescere è un impegno in cui dobbiamo credere e per cui dobbiamo continuare a lavorare per contagiare con l’amore sempre più operatori che possano venire a condividere un vero momento di gioia e fraternità.

 

Miriam Ciani

Ricercatrice Laboratorio Marcatori Molecolari, Brescia

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