Auguri di Natale del Padre Provinciale

Santo Natale 2017

Carissimi confratelli, collaboratori e amici dell’ospitalità di San Giovanni di Dio, abbiamo terminato l’Avvento e la Vergine Maria dà alla luce il Salvatore. Gesù nasce per l’umanità che va in cerca di libertà, di pace, di salute e salvezza ed assetato di speranza.

Al grido dell’umanità ferita che popola le nostre strutture e le periferie del mondo: “Vieni Signore Salvaci”, Dio risponde nella notte Santa di questo Natale. La sua Parola eterna che è Parola d’amore, assume la nostra carne mortale. Maria dà alla luce il suo figlio, lo avvolge in fasce e lo depone in una mangiatoia.

Ecco per me questa è “l’Icona del Natale”: un fragile neonato, che le mani di una donna proteggono con poveri panni e depongono in una mangiatoia. Gesti quelli di Maria, che si perpetuano lungo la storia del nostro essere professionisti della salute accanto agli uomini e alle donne fragili affidati alla nostre cure. Chi mai in quella notte di Betlemme avrebbe potuto pensare che quel fragile bimbo fosse il “Figlio dell’Altissimo”? Solo lei, la Madre che conosce la verità e ne custodisce il mistero.

Nella notte santa di questo Natale 2017, anche noi possiamo passare attraverso il suo sguardo per riconoscere in questo bambino il volto umano di Dio. In Quel Bambino avvolto in fasce è Dio che viene a visitarci per guidare i nostri passi sulle strade dell’Ospitalità. Il Bambino che giace nella povertà della mangiatoia è il segno di Dio. Segno di speranza per quanti non sperano più, segno di pace per quanti vivono ogni genere di conflitto, segno di liberazione per i poveri e gli oppressi, segno di misericordia per chi vive nel peccato e segno di amore per chi si sente solo e abbandonato.

Il Natale è anche il mistero della gioia: gioia nonostante la povertà delle “nostre mangiatoie”, gioia nonostante l’indifferenza di molti, gioia nonostante la fatica dell’apertura verso l’altro e verso il futuro dell’ospitalità che è la “mangiatoia privilegiata” dove Dio vuole nascere quest’anno.

Carissimi giunga a tutti voi e ad ognuno in particolare, il mio più caro augurio perché anche noi come figli, collaboratori e amici di San Giovanni di Dio in questo Natale chinati sulla mangiatoia in cui viene posto il Figlio di Dio possiamo gridare anche noi “Oggi nella città di Davide è nato il Salvatore”.

In questi giorni quando ci chineremo davanti alle persone malate, sole, povere affidate alle nostre cure chiediamo di poter avere lo stesso sguardo di Maria e quello di San Giovanni di Dio per poter vedere in quei volti e corpi sofferenti il volto e il corpo di Gesù che viene ad abitare la nostra storia …. E allora sarà davvero Natale.

Fra Massimo

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